Star Wars Celebration: Episodio IX – The Rise of Skywalker

Il primo teaser trailer di Star Wars Episodio IX è stato presentato in anteprima mondiale alla Star Wars Celebration 2019, il consueto appuntamento biennale dedicato alle novità e alle anticipazioni dal mondo di Guerre Stellari.

L’ultimo capitolo che conclude la saga degli Skywalker

Episodio IX sarà il capitolo finale della terza trilogia, una storia iniziata nel 2015 con Episodio VII: Il Risveglio della Forza diretto da J.J. Abrams e che si concluderà a dicembre di quest’anno con Episodio IX diretto dallo stesso regista. Del nuovo capitolo della saga fin’ora si era visto ben poco, a parte qualche foto dal set.

J.J Abrams durante la presentazione alla Star Wars Celebration ha mostrato altre foto da dietro le quinte del film, parlando di alcune location dove sono state effettuate le riprese come il deserto giordano che è stato scelto per ambientare diverse scene del film.

Diverse sequenze di Episodio IX verranno ambientate a Wadi Rum in Giordania

Il panel è poi proseguito con la presentazione dei principali attori protagonisti di Episodio IX: John Boyega (Finn), Daisy Ridley (Rey), Oscar Isaac (Poe Dameron), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), K. Marie Tran (Rose), Anthony Daniels (C-3PO), Naomi Ackie (Jannah) e
Joonas Suotamo (Chewbecca). Tra i protagonisti non era presente alla presentazione Adam Driver che interpreta Kylo Ren.

Carrie Fisher, l’eredità di Leila

Il regista ha parlato brevemente dell’eredità lasciata dall’attrice Carrie Fisher. La principessa Leila apparirà in Episodio IX grazie al montaggio di vecchie riprese de Il Risveglio della Forza, che verranno utilizzate nel film. Non ci è dato sapere in quante sequenze la principessa Leila sarà presente , potrebbe trattarsi di alcune parti di contorno, utili ad omaggiare il personaggio e l’attrice scomparsa.

L’ultimo capitolo della trilogia non sarà ambientato subito dopo la fine de Gli Ultimi Jedi, ma inizierà dopo qualche tempo ( circa un anno secondo il regista) Il film ci introdurrà anche a nuovi curiosi personaggi alieni e a nuovi robot, come il mini droide D-0 che sarà una nuova controparte per BB-8.

Su questo aspetto J. J. Abrams ha sottolineato lo splendido lavoro fatto dai reparti di practical effects, scultori, ingegneri, artisti, make up artists e molte altre figure professionali analoghe che hanno il compito di costruire e dare vita ad ambientazioni e personaggi di Star Wars.

Il nuovo mini-droide D-0 presentato alla Star Wars Celebration

The Rise of Skywalker

Il momento più atteso è arrivato alla fine del panel quando è stato svelato il primo teaser trailer e il titolo del film che sarà The Rise of Skywalker. La scelta del titolo mi ha lasciato perplesso, durante i mesi scorsi si erano sviluppate molte teorie su questo aspetto, tra le tante The Knights of Ren sembrava essere una delle ipotesi più interessanti e gettonate. Tuttavia la scelta fatta da J.J Abrams ribadisce per forza di cose l’eredità degli Skywalker e l’importanza del filo conduttore che ha portato allo sviluppo di questa nuova trilogia. L’anello mancante di questa storia di famiglia rimane comunque Kylo Ren, che dovrebbe in questo ultimo capitolo della saga, completare il suo arco narrativo.

Il ritorno di un personaggio eccellente

L’ultima parte del teaser suggerisce il ritorno di un personaggio eccellente. A sorpresa, dopo la proiezione del teaser, è apparso sul palco della Star Wars Celebration Ian McDiarmid l’attore interprete dell’ Imperatore Palpatine. La risata alla fine del trailer e la sua comparsa fanno presagire che il “nuovo” cattivo che sostituirà Snoke possa essere lui.

Gli alieni come migranti: il messaggio politico di Captain Marvel

Un cinecomic che stimola a riflettere sul senso dei conflitti e sul nostro rapporto con lo straniero

Il seguente articolo contiene SPOILER per Captain Marvel

Captain Marvel, l’ultima supereroina dell’universo cinematografico Marvel è approdata nelle sale il 6 marzo scorso. Un film che mi ha positivamente stupito, per certi versi atipico rispetto ai classici cinecomic. Captain Marvel trasmette, raccontando una classica origin story, messaggi attuali sul ruolo femminile nella società moderna e sul tema dell’immigrazione e sul rapporto con ciò che è diverso da noi.

In un mondo che vede con diffidenza i flussi migratori, dove le scelte politiche sono sempre più orientate verso una chiusura delle frontiere e sulla costruzione di muri per contenere l’esodo di popolazioni, Captain Marvel, in modo classico ma efficace, mette lo spettatore di fronte ad un tipico sviluppo di trama, gli Skrull, alieni brutti e cattivi, combattuti dai Kree razza di nobili guerrieri. Una storia che sembra già lineare e definita dall’inizio.

In realtà con un colpo di scena efficace si scopre che gli Skrull, i cattivi, sono alla ricerca di una nuova casa dopo le persecuzioni subite dalla razza aliena dei Kree che ha distrutto il loro pianeta. I cattivi diventano così in realtà le vittime di una guerra ingiusta. Sarà proprio Carol Danvers – Captain Marvel ad aiutarli nell’impresa dopo aver scoperto la verità e dopo aver ascoltato Talos ( Ben Mendelsohn ), capo degli Skrull, e le sue ragioni.

Gli Skrull, alieni mutaforma, arrivano sulla terra spuntando dal mare, come dei migranti spaziali

L’ ascolto è forse la qualità più interessante di questi nuovi supereroi usciti recentemente in sala. Proprio come Aquaman trae la propria forza dalla sua capacità di ascoltare e comunicare con i pesci ed altre creature marine ed è così in grado di assumere il ruolo di Re degli abissi grazie a questa virtù, così Carol Danvers, pur venendo da un passato difficile è in grado di mettersi “all’ascolto” dell’altro e ad empatizzare come poche eroine sanno fare.

Il concetto degli alieni come migranti non è nuovo al genere fantascientifico, era già stato trattato efficacemente in District 9 (2009) di Neill Blomkamp, dove l’alieno non è che una versione spaziale dei popoli segregati durante l’apartheid sudafricano. Gli alieni sono confinati in un ghetto a Johannesburg, il Distretto 9, e sono incapaci di ottenere i più basilari diritti civili.

Gli alieni brutti e “cattivi” di District 9, diretto da Neill Blomkamp

In ultimo Captain Marvel trasmette anche un messaggio positivo legato al mondo militare e aeronautico. In molte pellicole anche di fantascienza, i corpi militari sono spesso dipinti come guerrafondai, controllati da generali ottusi e spesso dipinti come antagonisti. Nel film Carol Danvers è anche rappresentante dei valori legati al mondo miliare, essendosi formata nell’esercito USA, ma trasmette un messaggio positivo, di integrità, di sacrificio per i valori in cui crede, di protezione e aiuto per i più deboli.

In conclusione, questi sono solo alcuni spunti che ho ricavato dalla visione dell’ultimo film Marvel, penso rendano la pellicola interessante da guardare.

L’E-motion capture in Alita: Angelo della battaglia

Dalla ripresa dei movimenti alla cattura delle emozioni, per arrivare al cuore dello spettatore

Alita: Angelo della battaglia è rimasto un concept di un film per molti anni, James Cameron acquistò i diritti nei primi anni 2000.

Oggi, nel 2019 Alita è arrivata sul grande schermo, ma l’attesa ha avuto un valore particolare, ha permesso alla tecnologia di evolvere e dare al produttore James Cameron e al regista Robert Rodriguez quelli strumenti che hanno permesso di creare un personaggio digitale, foto-realistico che poteva stare nella stessa inquadratura con attori in carne ed ossa senza sembrare finto e poco credibile.

Motion capture

La motion capture non è una tecnica nuova soprattutto nella produzione cinematografica di genere fantastico o fantascientifico, l’esempio più famoso è forse quello del personaggio di Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli che fu realizzato unendo alla performance dell’attore Andy Serkis l’immagine digitale del personaggio mostruoso del noto universo fantasy.

Il personaggio di Gollum interpretato dall’attore Andy Serkis

Nel 2009 lo stesso James Cameron ha utilizzato questa tecnica per la realizzazione dei Na’vi, i famosi alieni abitanti del pianeta Pandora in Avatar.

Negli ultimi dieci anni la motion capture si è evoluta acquisendo in maniera ancora più completa l’intera performance dell’attore raggiungendo così un’importante evoluzione tanto che in ambito cinematografico si parla di performance capture.

Zoe Saldana e Sam Worthington interpretano rispettivamente Neytiri e Jake in Avatar

E-motion capture

Nel caso di Alita, il produttore Jon Landau l’ha definita E-motion capture, proprio perché è l’emozione quella che si cerca di trasmettere attraverso queste nuove tecniche in bilico tra animazione digitale e live action.

Rosa Salazar che interpreta la protagonista, ha recitato utilizzando una tuta con dei sensori e indossando un casco con due telecamere ad alta definizione che le riprendevano costantemente il volto. In questo modo si è potuto registrare simultaneamente non solo le sue mosse sulla scena e la sua performance ma anche i più piccoli movimenti del viso che veicolano le emozioni che esprime il personaggio.

Rosa Salazar è Alita

La stessa attrice Rosa Salazar si è stupita di quanto di lei sia rimasto impresso nel personaggio, l’e-motion capture ha catturato l’essenza della sua performance e ha permesso di creare un mix unico tra lei e la sua controparte digitale.

Un altro vantaggio di questa tecnica che potenzia il coinvolgimento e la performance dell’attore è il fatto di poter ambientare le sequenze su set reali, così da poter avere un risultato migliore e sfruttare al contempo le possibilità della CGI per creare le ambientazioni fantascientifiche del film.

Di seguito il video del backstage del film, che illustra il making of di Alita: Angelo della battaglia e illustra il processo creativo e tecnico che ha dato vita alla protagonista.