The Mandalorian

Una nuova serie ambientata nell’universo di Star Wars

The Mandalorian è una serie creata da Jon Fraveau e prodotta da Disney Lucasfilm nel 2019.

The Mandalorian racconta la storia del cacciatore di taglie Din Djarin, detto Mando, e le sue mille avventure nei pianeti della Galassia lontana lontana alla ricerca delle sue prede, tra incontri inaspettati, combattimenti e sfide.

La serie è ambientata cronologicamente prima dei fatti raccontati in Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza. Questa prima stagione è composta da 8 episodi che raccontano le vicende di Mando.

Attirato dalle critiche positive sentite da più parti ho deciso di guardare la serie anche se inizialmente ero scettico. Alla fine Mandalorian è un’avventura calata perfettamente nel mondo di Guerre Stellari. Tuttavia se si cerca qualcosa di veramente nuovo in Star Wars si rimarrà delusi. Quello che troviamo è più che altro una rivisitazione e una ripresa di ambienti e situazioni dell’universo creato da George Lucas.

Mandalorian porta lo spettatore in vari pianeti e in situazioni simili a quelle che abbiamo già visto nello spin off Solo: A Star wars story. Le parti che richiamano il genere western sono preponderanti, il personaggio principale in fondo si presta a questo tipo di scenari.

Un guerriero solitario, diffidente ma anche generoso e pronto ad aiutare le persone, Mando rimane una figura non molto approfondita. Mi sarei aspettato un maggiore spessore nel personaggio.

Mando è un orfano che viene adottato dalla comunità dei Mandaloriani, una setta di guerrieri coperti da un’armatura avvolgente. La serie non si sofferma più di tanto sul passato del protagonista e non spiega a fondo l’ambiente dei mandaloriani, concentrandosi più che altro sulle scene action e i combattimenti.

Alla fine non sono riuscito più di tanto ad affezionarmi al protagonista, anche se le potenzialità c’erano.

Nella storia non ho visto particolare originalità o novità rispetto a molte altre avventure di altri protagonisti della saga. I primi episodi sono lenti e a tratti monotoni nello svolgimento. Questo tempo a mio parere poteva essere utilizzato per sviluppare meglio i personaggi principali. La sensazione è quella del déjà vu soprattutto nelle sequenze ambientate a Tatooine, un pianeta che i fan di Star Wars conoscono bene.

Dal punto di vista tecnico la serie è realizzata bene, gli effetti speciali sono efficaci, la fotografia è più che buona. Le musiche, composte da Ludwig Göransson sono adeguate anche se a mio parere poco incisive.

Ad un pubblico più giovane, the Mandalorian potrebbe piacere di più di quanto sia piaciuto a me. La serie in fondo ha tutti gli ingredienti che ci si aspetterebbe da una produzione in stile Star Wars ed è un prodotto corretto con la giusta dose di fan service e che non esce dai familiari confini dell’Universo di Guerre Stellari.

Star Wars: Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker

Un finale sfilacciato e debole che dimostra la totale mancanza di idee nella conclusione della saga degli Skywalker

Videorecensione

Star Wars – L’ascesa di Skywalker è un film del 2019 diretto da J.J. Abrams, scritto dallo stesso regista e Chris Terrio.

L’Ascesa di Skywalker prosegue la storia di tutti i protagonisti della trilogia sequel di Guerre Stellari. Rey, Poe Dameron, Finn, Rose, la principessa Leila i due famosi droidi C-3PO e R2-D2 e il malvagio Kylo Ren. Questa nuova avventura li porterà nei territori oscuri della Galassia, nelle regioni sconosciute dove una voce minacciosa è ricomparsa dal nulla. Il redivivo signore Oscuro per eccellenza, l’imperatore Darth Sidious è tornato e dimora nel pianeta dei morti Exegol rivendicando il dominio della Galassia e minacciando di schiacciare definitivamente la Resistenza.

Trovo molto difficile scrivere qualcosa su questo film, premetto che aspettavo questo ultimo Star Wars con una certa ansia. Dall’episodio precedente, Gli Ultimi Jedi, ero rimasto coinvolto dalle vicende dei due protagonisti Rey e Kylo Ren e volevo vedere come andava a finire la loro storia più di ogni altra cosa portata avanti da questa ultima trilogia.

Ammetto che sono rimasto combattuto vedendo le prime recensioni di questo film tutte molto negative. Devo purtroppo ammettere che i commenti negativi avevano per la maggior parte ragione perché l’Ascesa di Skywalker è un film mediocre, lungo e a tratti noioso.

I problemi sono tanti, preferisco prima indicare gli aspetti positivi della pellicola. Sicuramente come generico film di fantascienza/fantasy questo Guerre Stellari può contare come anche i precedenti su effetti speciali ben curati, fotografia di buon livello e belle scenografie.

Il film è tecnicamente ben fatto e questo è uno degli aspetti più positivi. Le prove attoriali di Daisy Ridley e Adam Driver sono ottime solo grazie alla loro bravura. I due protagonisti bucano lo schermo e sono riusciti a conferire emozione in alcune scene madri del film.

Purtroppo gli aspetti positivi finiscono qui per me, l’Ascesa di Skywalker è un film che mi ha molto deluso. La trama è sfilacciata e ripetitiva, è palese che J.J. Abrams e Chris Terrio abbiano scritto una storia che da una parte ricalca ciò che già conosciamo dai tempi de Il ritorno dello Jedi e dall’altra pasticcia con personaggi e i loro vissuti, non considera ciò che sapevamo fino ad adesso e cambia le carte in tavola più volte. Tutto questo si traduce in un lungometraggio confuso, noioso, a tratti fastidioso.

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Una scena del film

A peggiorare le cose ci pensa un montaggio a mio parere pessimo. Va bene che l’azione deve essere supportata da un editing rapido per creare adrenalina e coinvolgere lo spettatore, ma qui si esagera. Tutti i primi 45 minuti di film sono troppo veloci, non si riesce a seguire bene il filo del discorso, sequenze diverse che coinvolgono i personaggi in pianeti differenti sono collegate da un montaggio frenetico che non fa altro che stordire.

Dopo la prima ora mi sentivo confuso per la velocità e il caos dovuto a sequenze d’azione anche carine ma messe insieme malissimo, il tutto condito da esplosioni, urla e musiche di John Williams combinate con lo scopo di frastornare lo spettatore.

Purtroppo anche la colonna sonora dell’amato compositore storico di Guerre Stellari in questo film risulta semplicemente esagerata. Sono belli i temi di Rey e Kylo Ren, ma in questo film non si riescono ad apprezzare perché inseriti in una baraonda continua senza tregua.

Alla fine la delusione è grande anche per i possibili sviluppi che la storia poteva potenzialmente avere e che non sono stati sfruttati. Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi aveva delineato una storia che aveva dei risvolti molto interessanti. Rey non era figlia di nessuno, Kylo Ren era in bilico tra la luce e l’oscurità ed aveva ucciso il suo mentore Snoke, la Forza non era prerogativa dei Jedi e dei Sith. Le premesse erano buone ed andavano mantenute e sviluppate ma J.J. Abrams decide di fare un brusco dietro front e dare anche a Rey un passato eccellente riportando in vita l’Imperatore. Una mossa che suona come una sterzata brusca rispetto a Episodio VIII di Rian Johnson.

Una banalizzazione che rovina lo sviluppo della storia che evidentemente Johnson non condivideva con J.J. Abrams. Il risultato è ancora confusione da parte dello spettatore e una perdita di interesse nella storia dei nostri due personaggi. Anche le scene più intense che coinvolgono Rey e Kylo, se pur recitate bene, non riescono a dare quell’emozione che ci si aspetterebbe a causa della scrittura pessima.

Il momento della conversione di Kylo Ren che avviene dopo un feroce duello con Rey, rimane una bella scena ma il rapporto tra Rey e Kylo e il loro presunto coinvolgimento sentimentale non viene trattato e solo alla fine abbiamo una sequenza dove si palesa l’attrazione che però cade nel vuoto e sembra forzata.

Non vale la pena di citare molto altro di questo film perché tutte le altre sequenze a mio parere sono puro fan service. L’Imperatore, la nuova flotta Imperiale e il finale sono senza originalità e copiano male l’ispirazione originaria presente nei primi film della trilogia originale, scadendo anche nel trash in alcune sequenze a dir poco imbarazzanti.

In conclusione consiglio L’Ascesa di Skywalker solo a coloro vogliano sapere la (deludente) fine della storia tra Rey e Kylo Ren. In tutti gli altri casi non mi sento di raccomandare questo film.

Recensione Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi

La redenzione di Darth Vader conclude la prima trilogia di Guerre Stellari

Il ritorno dello Jedi è un film del 1983 diretto da Richard Marquand.

Luke Skywalker, Leila e Lando Calrissian tentano di liberare Han Solo dalle sgrinfie del temibile Jabba the Hutt. Dopo un confronto a colpi di spada laser e blaster nel deserto di Tatooine i nostri eroi, recuperato Han Solo, si separano. Luke tornerà sul pianeta Degobah per concludere l’addestramento con Yoda. Leila, Han Solo e Lando si uniscono all’alleanza ribelle per organizzare l’attacco finale alla nuova Morte Nera.

Il ritorno dello Jedi è il capitolo conclusivo della prima trilogia di Guerre Stellari. Questo ultimo film racconta le vicende dei protagonisti che abbiamo imparato a conoscere nei due precedenti film ( Episodio IV – Una nuova speranza e Episodio V – L’impero colpisce ancora ) e porta a conclusione la parabola di Darth Vader.

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Luke Skywalker e Darth Vader in una scena del film

Antagonista iconico e protagonista indimenticabile di Guerre Stellari, Darth Vader è il personaggio di cui forse sappiamo di più dell’Universo fantastico e fantascientifico della saga. A lui e alle sue origini sono dedicati i tre episodi della trilogia prequel, girati da George Lucas tra il 1999 e il 2005.

Il ritorno dello Jedi mette in scena la redenzione di Vader grazie a Luke Skywalker. Il figlio renderà evidente al padre la presenza di un lato buono e chiamerà Vader con il suo vero nome, Anakin Skywalker, per la prima volta dopo molto tempo. Le sequenze in cui vediamo Luke, Vader e L’imperatore sono molto interessanti. Darth Sidious tenta di manipolare Luke come fece con Anakin a suo tempo ( vedi Episodio III – La vendetta dei Sith ), i suoi dialoghi e la pressione psicologica che il giovane Skywalker deve sopportare sono rese bene e sono la parte più interessante del film.

Il ritorno dello Jedi si distingue anche per una maggiore spettacolarità. Siamo molto distanti dal carattere quasi pionieristico negli effetti visivi del primo Star Wars del 1977. Il ritorno dello Jedi è un blockbuster maturo, che può contare su un budget considerevole e su grandi mezzi. Il film si nota per i grandi effetti speciali al servizio di elaborate e coinvolgenti scene action.

Lo spettacolare confronto finale

Anche il tono del film è diverso rispetto al precedente drammatico Episodio V. Ne il ritorno dello Jedi abbiamo sequenze forti, soprattutto nell’ultima parte del lungometraggio, ma il registro del film rimane più leggero rispetto all’Impero colpisce ancora e si avvicina di più a quello che abbiamo già visto in Una nuova speranza.

Un contributo nell’alleggerire il tono lo danno gli Ewok, buffi e pelosi indigeni originari della luna boscosa di Endor. Questi strani esserini sono stati criticati da più parti perché troppo infantili per il film. Il loro ruolo non è così fondamentale e non vengono approfonditi più di tanto. A mio parere non restano tra i personaggi memorabili di questa trilogia.

Ewok, curiosi indigeni abitanti di Endor

Dal punto di vista tecnico come già accennato il film punta sul fattore spettacolare. Scenografie, fotografia ed effetti visivi sono ancora più belli rispetto ai precedenti episodi della saga.

Le musiche sono ancora una volta affidate a John Williams. Tra i brani più famosi che mi hanno colpito in questo film ricordo il tema di Luke e Leila, suonato durante un loro incontro sulla luna di Endor.

In conclusione consiglio Il ritorno dello Jedi a quanti siano interessati a conoscere la conclusione della vicenda di Darth Vader e in ogni caso agli amanti della saga di Star Wars.

Recensione Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora

Il sequel di Guerre Stellari espande e arricchisce l’universo della saga

Star Wars: Episodio V – L’impero colpisce ancora è un film del 1980 diretto da Irvin Kershner.

Dopo la distruzione della Morte Nera, l’Impero galattico cerca di rintracciare le basi ribelli per annientare la resistenza. I ribelli vengono braccati nel pianeta ghiacciato di Hoth. Dopo una fuga roccambolesca, Luke Skywalker si dirige verso il pianeta Dagobah per iniziare l’addestramento con il maestro Jedi Yoda. Han Solo e la principessa Leila tentano invece di raggiungere la nuova base dell’alleanza ribelle.

L’Impero colpisce ancora è un film che si distingue nettamente rispetto al suo predecessore Episodio IV – Una nuova speranza a partire dal tono drammatico che mette in scena. Dalle prime scene capiamo che i nostri eroi sono in pericolo e dovranno affrontare difficoltà e sfide molto più pericolose di quelle che abbiamo visto finora.

Il tono quasi scanzonato del precedente episodio è un pallido ricordo. I protagonisti guadagnano spessore e ci sentiamo sempre più coinvolti nelle loro sorti. Gli scenari di Guerre Stellari appaiono più grandiosi che mai. La storia ha un intreccio efficace e il ritmo è sempre alto.

Luke Skywalker è ancora un apprendista che si sta affacciando a scoprire le sue vere potenzialità grazie all’addestramento con il maestro Jedi Yoda. Anche Han Solo e Leila hanno più spazio in questo film rispetto al precedente, cominciamo a conoscere di più della loro dinamica e vediamo l’inizio della loro relazione sentimentale.

Una delle più grandi sorprese de l’Impero colpisce ancora è Darth Vader ( Darth Fener nella versione italiana). Finora avevamo avuto solo un assaggio della sua malvagità. Vader in questa pellicola è spietato e astuto, determinato a stanare l’alleanza ribelle. Un vero osso duro e un incubo per gli stessi generali della flotta imperiale. Gli ufficiali diventano il target principale della sua collera e Vader non esita a giustiziarli sommariamente in caso lo deludano.

Il film introduce anche la figura dell’ Imperatore, un villain che avrà una parte fondamentale nell’episodio successivo, Episodio VI – il Ritorno dello Jedi.

La caratterizzazione dell’Impero è rinforzata anche dal nuovo tema, La Marcia Imperiale, scritto da John Williams e che accompagna molte sequenze. Il brano diventerà uno dei più iconici della saga.

Dal punto di vista della fotografia e degli effetti speciali il film guadagna in spettacolarità e mette in scena alcune delle sequenze d’azione più belle della trilogia. Alcuni esempi sono: l’inseguimento del Millenium Falcon nel campo di asteroidi, una delle scene che è rimasta nei ricordi di ogni fan della trilogia, tutte le sequenze girate nella Città delle Nuvole ( Cloud City ), in particolare le sequenze in esterna restano tra i momenti più belli.

Il duello tra Luke Skywalker e Darth Vader è un’altra pietra miliare. Un confronto dominato da toni scuri dell’ambiente, completato da effetti speciali non invasivi e ben calibrati, che lo rendono uno degli scontri indimenticabili di questa trilogia.

Non posso che consigliare a tutti L’impero colpisce ancora. Un film che personalmente metto nella collana dei film imperdibili della grande saga di Guerre Stellari.

Recensione Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza

Il primo film di Guerre Stellari

Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza è un film del 1977 scritto e diretto da George Lucas.

L’impero galattico bracca l’alleanza ribelle per recuperare i piani di una misteriosa e micidiale arma offensiva, la Morte Nera. La principessa Leila nasconde queste preziose informazioni in un droide, R2-D2. Durante una roccambolesca fuga, il robot insieme alla sua dorata controparte C-1P8 atterrano sul pianeta Tatooine.

Episodio IV – Una nuova speranza altrimenti conosciuto semplicemente come Guerre Stellari prima dell’avvento dei prequel, è il primo film di Star Wars.

Scrivere di questo film è molto difficile, non solo perché si tratta di un lungometraggio importante nella storia del genere fantascientifico ( Star wars è fantasy o fantascienza? ) e del cinema moderno, ma anche perché è particolarmente ricco di spunti ed elementi interessanti che richiederebbero molto spazio per essere trattati. Mi limiterò a fare alcuni accenni per stimolare la curiosità del lettore.

Darth Vader ( a destra ) interroga un Ribelle

Una miscela inedita di influenze

La storia di Guerre Stellari è un vero mix di influenze che vanno dal western, al cinema del sol levante di Kurosawa, ai fumetti come quelli di Flash Gordon, al ganster movie e molte altro. Una miscela originale e curiosa ma che funziona incredibilmente bene.

Il merito è della sensibilità di George Lucas che mise insieme la propria visione in un soggetto che unisce personaggi all’apparenza inconciliabili. Tra i protagonisti troviamo una principessa, uno strano alieno peloso, un giovane pilota di astronavi e un apprendista cavaliere Jedi calati in un futuro fantascientifico rotto, sporco e polveroso. Un futuro che è in realtà nel passato come recita il famoso titolo “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…”

Produzione e uscita del film nelle sale

Dalla scrittura alla realizzazione il passo non fu per niente breve, non solo per le difficoltà tecniche. Già durante la produzione più di qualche eminente regista e attore avevano espresso commenti negativi su questo film. Personalità come Francis Ford Coppola o il celebre attore Alec Guinness si dissero perplessi del risultato finale. George Lucas dovette passare attraverso uno stress enorme per concludere il suo film.

Dopo l’uscita nelle sale Star Wars divenne subito molto popolare.
La grande fama di Guerre Stellari è tra le altre cose dovuta alla sua ampia accessibilità. Star Wars è un film che introduce lo spettatore in un mondo complesso ma allo stesso tempo facile da fruire e adatto a tutti. La ricchezza delle creature e il design degli scenari dell’universo immaginato da Lucas hanno fatto storia e hanno contribuito alla sua popolarità essendo fortemente caratterizzate.

Il Millenium Falcon, inconfondibile nel suo iconico design

Storia e mitologia

Riguardato oggi, Guerre Stellari ha una trama convenzionale che suona già vista ad un pubblico di giovani o giovanissimi che lo guardino per la prima volta. Questo non deve trarre in inganno perché in realtà siamo di fronte ad un unicum per l’epoca in cui fu prodotto. Star Wars è oggi considerato uno spartiacque, uno dei film che inaugurò l’epoca dei lungometraggi commerciali che hanno poi monopolizzato il cinema odierno.

Uno dei punti che ha permesso uno sviluppo di successo è la mitologia che Guerre Stellari porta con sé.
L’epoca dei cavalieri Jedi, l’Impero Galattico, la Repubblica, tutti scenari che Lucas rese concreti quando girò i film prequel alla fine degli anni Novanta. Tuttavia nel 1977 erano solo echi di una mitologia che sarebbe stata e che ancora non si vedeva, tutto ciò rendeva il film ancora più affascinante.

Effetti visivi e sonoro

Dal punto di vista tecnico Guerre Stellari sposta in avanti i limiti degli effetti speciali negli anni ’70 e regala uno spettacolo visivo e sonoro di alto livello.

Il merito degli ottimi effetti è dovuto alla Industrial Light and Magic di Lucas che creò le sequenze d’azione con un misto di effetti pratici e modellini.

Nonostante i limiti dell’epoca ancora oggi il risultato è notevole. Guerre Stellari è un mirabile esempio di come si potessero aggirare gli ostacoli e i limiti della mancanza della moderna CGI. Anche senza l’ausilio della computer grafica le sequenze action sono ottime, nitide e integrate bene con il resto della pellicola.

Purtroppo con il tempo e le versioni speciali che sono uscite negli anni 2000, Lucas ha in parte vanificato questo risultato aggiungendo sequenze in computer grafica che stonano rispetto alle scene realizzate all’epoca.

Colonna sonora

Difficile non rimanere a bocca aperta sentendo le note dei famosi brani di Star Wars, oggi conosciuti in tutto il mondo. John Williams fu infatti incaricato da Lucas di scrivere la colonna sonora epica che accompagna ancora oggi i più recenti Episodi di questo universo.

In conclusione, non serve che lo scriva, consiglio questo film a tutti, sia agli amanti della fantascienza e non, proprio perché è una delle opere più interessanti nel cinema moderno.

Recensione Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith

L’epico finale della trilogia prequel, la caduta di Anakin Skywalker al lato oscuro della Forza

Episodio III – La vendetta dei Sith è un film del 2005 scritto e diretto da George Lucas.

Dopo la sconfitta e l’uccisione del conte Dooku, Anakin e Obi – Wan sono impegnati a catturare il Generale Grevous. La Repubblica è in guerra e il misterioso Signore Oscuro dei Sith trama alle spalle del consiglio dei Jedi per rovesciare il governo e assumere il potere. Anakin nel frattempo è tormentato da un sogno premonitore che gli annuncia la morte della sua amata Padme.

Episodio III è il film che conclude la storia di Anakin Skywalker, il protagonista della trilogia prequel, e introduce Darth Vader ( o Darth Fener nella versione italiana), uno dei personaggi più iconici dell’universo di Guerre Stellari. Vader sarà infatti il principale antagonista della trilogia originale, realizzata da Lucas tra il 1977 e il 1983 con gli Episodi IV, V, VI.

Episodio III è tra i film della trilogia prequel quello più riuscito per diversi motivi.

George Lucas mette in scena ne la vendetta dei Sith i momenti chiave della conversione di Anakin da promettente cavaliere Jedi a Sith Lord. Capiamo meglio le motivazioni della caduta al Lato Oscuro della forza, Anakin cercherà di salvare Padme dalla morte che lui stesso ha previsto in un angoscioso sogno.

Nella situazione di difficoltà Anakin avrà crescenti problemi con il consiglio dei Jedi e si avvicinerà sempre di più a Palpatine, il cancelliere che vede come un mentore e amico. Il rapporto tra i due è costruito bene, con lo sviluppo della vicenda cominciamo a capire le reali motivazioni del cancelliere, la sua brama di potere e in ultimo la sua vera identità di Signore Oscuro. Ian McDiarmid confeziona una buona prova attoriale, conferendo a Palpatine quel carattere manipolatorio e malvagio che vedremo anche nel futuro Imperatore.

Allo stesso modo il rapporto tra Anakin e i Jedi viene approfondito e comprendiamo meglio le contraddizioni dell’Ordine e il disaccordo che sarà uno dei motivi che porterà Anakin a rivolgersi al male.

La Vendetta dei Sith è anche il film che mostra alcune delle scene più epiche di tutta la trilogia prequel, come la sequenza di apertura con la guerra in pieno svolgimento a Coruscant o il duello finale tra Anakin e Obi -Wan nel pianeta vulcanico di Mustafar.

La suggestiva sequenza di apertura, la battaglia su Coruscant

Episodio III tuttavia non è un film privo di difetti e si porta dietro alcuni problemi già visti nei precedenti film della trilogia prequel.

L’eccessivo utilizzo della computer grafica è un problema anche in questo film come nei suoi precedenti. Ne la vendetta dei Sith gli effetti sono amalgamati meglio rispetto ai precedenti episodi, questo è un aspetto positivo. Tuttavia George Lucas tende a creare inquadrature troppo piene di personaggi e astronavi, al punto da disorientare lo spettatore in alcuni casi.

Un altro aspetto negativo è la lunghezza esagerata di alcune scene d’azione, che sono protratte per troppi minuti senza un apparente motivo. Le scene iniziali di Obi – Wan e Anakin sulla nave del generale Grevous sono a tratti noiose proprio perché i nostri protagonisti sono occupati in interminabili momenti action spesso inutili.

Fortunatamente La vendetta dei Sith dedica poco tempo al rapporto tra Anakin e Padme, un aspetto positivo visto quello che ne è stato fatto in Episodio II. Tuttavia nelle scene dove vediamo Anakin e Padme dialogare, ritorniamo ai già noti e fastidiosi scambi di battute de L’attacco dei cloni. La sceneggiatura non è, in ogni caso, il punto forte de La vendetta dei Sith.

Al netto dei pregi e difetti considero La vendetta dei Sith sicuramente un discreto film d’intrattenimento.

In conclusione consiglio Episodio III come film soprattutto a chi sia interessato al finale della storia di Anakin Skywalker e in generale ai fan di Star Wars.

Recensione Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni

La storia di Anakin Skywalker continua

Episodio II – L’attacco dei cloni è un film del 2002 scritto e diretto da George Lucas.

Anakin Skywalker è un promettente apprendista Jedi. Lui e il suo maestro Obi Wan-Kenobi vengono assegnati a protezione della senatrice Amidala di Naboo. L’incontro tra Anakin e Padme dopo tanto tempo, sarà un nuovo inizio di un rapporto che diventerà uno degli snodi centrali nello sviluppo del giovane Anakin.
Nel frattempo il lato oscuro della forza trama alle spalle del consiglio dei Jedi e promette di rovesciare le sorti della guerra civile in atto nei territori della Repubblica.

Episodio II – L’attacco dei cloni è forse il peggiore dei film della trilogia prequel di Star Wars. I motivi sono tanti e in questo breve articolo citerò quelli a mio parere più importanti.

Il secondo Episodio di una trilogia solitamente rappresenta un momento di passaggio dove vediamo rompersi gli equilibri e gli sviluppi messi in atto nel primo film per poi costruirne di nuovi che verranno approfonditi nell’ultimo lungometraggio della serie. Così fu per la trilogia originale di Star Wars, dal primo film Episodio IV – Una nuova speranza (1977) a Episodio V – L’impero colpisce ancora, e così è stato anche nella più recente trilogia sequel, tra Episodio VII – Risveglio della Forza e Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi.

L’attacco dei cloni doveva essere il momento di svolta, dove avremmo visto il principio della trasformazione del potente apprendista Jedi Anakin Skywalker nello spietato Darth Vader. Questa transizione si vede ma è inserita all’interno di una storia che per molti versi non regge.

Il cambio di rotta di Anakin si apprezza nella drammatica scena della morte della madre e questo è forse il momento migliore del film, ma passato il picco drammatico il film si affossa e finisce senza aver detto quasi niente.

Una consistente parte di Episodio II è occupata dalla storia d’amore tra Anakin e Padme. Uno snodo centrale nello sviluppo del protagonista. Anche qui George Lucas fa vedere tutti i propri limiti, confezionando una storia piena di cliché e basata su una sceneggiatura a tratti talmente brutta da dare fastidio. In più momenti sono stato tentato di saltare intere scene per il nervoso provocato da dialoghi che più finti di così non posso essere.

anakin e padme
Padme e Anakin

L’attacco dei cloni quando uscì nelle sale fece anche scoprire a milioni di fan come dietro al fascino delle figure dei Jedi non ci sia proprio nulla. In questo film i cavalieri Jedi sono ritratti come spadaccini che fanno le capriole, uno sviluppo veramente deludente di personaggi mitici che avevano grande potenziale.

Dal punto di vista scenografico, L’attacco dei cloni non brilla per soluzioni visive particolarmente interessanti. Gli ambienti non sono d’impatto e il risultato è peggiorato dalla computer grafica che rende tutto il film “finto”. Molte scene hanno colori non brillanti e tendenti al grigio così come un eccesso di effetti creati digitalmente rendono il tutto ancora meno accattivante. Un feeling che ricorda il look di molti film Marvel di oggi.

Anche lo scontro finale tra Jedi, ormai una scena must di ogni film di Star Wars, è realizzato male e recitato peggio. Uno spreco di un grande attore come Christopher Lee e un vero peccato considerando che l’epoca ritratta ne L’attacco dei cloni era una dei momenti più fantasticati dai fan della vecchia trilogia. Il risultato è veramente banale e per questo Episodio II rappresenta forse il momento più basso di Star Wars.

Nonostante il cast di rilievo tra cui ricordo Hayden Christensen, Samuel L. Jackson, Natalie Portman, Ewan McGregor, Christopher Lee. L’attacco dei cloni non è certamente un film che valorizza le performance attoriali e le prove degli attori sono tutte mediocri o appena sufficienti. Si salva forse solo Christensen nei panni di Anakin che in un paio di momenti drammatici è in grado di trasmettere la disperazione e il tormento del personaggio.

Consiglio Episodio II – L’attacco dei cloni solo a coloro che desiderano continuare a saperne di più sulla parabola tragica del personaggio di Anakin Skywalker, in tutti gli altri casi suggerisco di guardare qualsiasi altro film della saga.

Recensione Star Wars: Episodio I – la minaccia fantasma

Primo episodio della trilogia dedicata ad Anakin Skywalker

La trilogia prequel di Star Wars racconta la storia di Anakin Skywalker. Il cavaliere Jedi che divenne Darth Vader, uno dei personaggi più amati della saga concepita da George Lucas negli anni ’70.

La minaccia fantasma uscì al cinema nel 1999 e come molti bambini all’epoca andai anche io a vedere questo film al cinema con i miei genitori. Avevo già visto in VHS gli altri film della trilogia classica di Guerre Stellari, Episodio IV – Una nuova speranza, V – L’impero colpisce ancora e VI – Il ritorno dello Jedi.

Ero ansioso di vedere come sarebbe stata questa nuova trilogia. Ricordo che il film mi piacque, ma già all’uscita dalla sala mi rimasero impressi i commenti di alcuni spettatori che erano rimasti delusi dal tono leggero, quasi infantile, che George Lucas decise di dare a questo film, il tono de la minaccia fantasma è diverso e più orientato ai bambini rispetto agli episodi più cupi e drammatici della trilogia classica.

La figura di Jar Jar Binks, alieno curioso che parla esperanto, fece tanto arrabbiare i fan per le sue continue battute e il suo essere un personaggio comico.

Rivisto a molti anni di distanza devo ammettere che Episodio I – La Minaccia Fantasma, pur coi suoi difetti, rimane un discreto film di intrattenimento, anche se non uno dei migliori Star Wars.

Grazie anche al cospicuo budget disponibile, George Lucas realizzò questo film e gli altri di questa trilogia sperimentando con la tecnologia digitale dell’epoca, un tentativo concretizzato nella scelta di creare digitalmente interi scenari e personaggi. Una scelta coraggiosa che però fa sembrare oggi la minaccia fantasma un film datato soprattutto in alcune scene. Il look freddo del digitale cambia il feeling di Star Wars che era stato uno degli elementi importanti che determina la sua fortuna ancora oggi.

Anakin e l’ombra del suo futuro

La storia di Anakin Skywalker originario di Tatooine, schiavo e costretto a lavorare in una rimessa di rottami galattici è sufficientemente sviluppata e interessante in alcune parti. Scopriamo l’infanzia di questo giovane che ebbe origini umili ma che sarà destinato a diventare un personaggio centrale nella mitologia di Guerre Stellari.

Per altri aspetti la storia è interrotta spesso da siparietti comici e buffi con protagonista Jar Jar Binks, scene che smorzano la tensione ma risultano alla lunga noiose e ripetitive.

Scopriamo anche qualcosa di più sui Jedi, queste figure mitologiche che nella trilogia originale erano già praticamente estinti. In questo caso Lucas ci introduce al consiglio dei Jedi, presieduto da Yoda, maestro Windu ed altri personaggi che rivedremo negli episodi seguenti.

Anakin ( a sinistra) al consiglio dei Jedi

Anche in questo caso lo sviluppo è in parte deludente. La minaccia fantasma non spiega molto di quanto già sapevamo nella trilogia originale, introduce solo alcuni ambienti nuovi. I Jedi rimangono fondamentalmente dei guerrieri/monaci orientali con spade laser.

La Forza, questo elemento così misterioso e interessante. In La minaccia fantasma viene trattata come un qualcosa di scientificamente preciso e quantificabile, una mossa che ha fatto arrabbiare i fan e ha fatto perdere a questo elemento quell’aura di mistero che era uno dei punti di forza della trilogia originale.

Il film in ogni caso ha anche molti aspetti positivi. Dal punto di vista tecnico è realizzato molto bene. Gli effetti speciali sono di primo livello per l’epoca. La fantasia e la ricchezza di ambienti e personaggi come alieni curiosi è sempre stata una delle prerogative di Star Wars e qui Lucas non si risparmia.

Tra le location di rilievo merita una menzione la Reggia di Caserta che venne utilizzata per girare le scene ambientate nel Palazzo reale di Naboo.

I costumi e gli accessori che vediamo indossare dai protagonisti, soprattutto quelli della regina di Naboo Padmé Amidala (Natalie Portman) e dagli altri membri reali sono un mix sorprendente di stili di abiti tradizionali provenienti da culture di tutto il mondo.

La regina Amidala di Naboo

Le musiche incredibili di John Williams raggiungono nuovi livelli di epicità col famoso brano Duel of Fates composto per questo film e che accompagna il duello finale tra i cavalieri Jedi Obi-Wan Kenobi, Qui-Gon jiin e il Sith Lord Darth Maul.

In conclusione consiglio la minaccia fantasma soprattutto a chi è appassionato della saga. Per chi si avvicina per la prima volta a Star Wars consiglierei di guardare prima gli episodi IV, V e VI per poter poi vedere Episodio I con maggiore consapevolezza dei vari snodi e sviluppi di questo universo.

Star Wars Celebration: Episodio IX – The Rise of Skywalker

Il primo teaser trailer di Star Wars Episodio IX è stato presentato in anteprima mondiale alla Star Wars Celebration 2019, il consueto appuntamento biennale dedicato alle novità e alle anticipazioni dal mondo di Guerre Stellari.

L’ultimo capitolo che conclude la saga degli Skywalker

Episodio IX sarà il capitolo finale della terza trilogia, una storia iniziata nel 2015 con Episodio VII: Il Risveglio della Forza diretto da J.J. Abrams e che si concluderà a dicembre di quest’anno con Episodio IX diretto dallo stesso regista. Del nuovo capitolo della saga fin’ora si era visto ben poco, a parte qualche foto dal set.

J.J Abrams durante la presentazione alla Star Wars Celebration ha mostrato altre foto da dietro le quinte del film, parlando di alcune location dove sono state effettuate le riprese come il deserto giordano che è stato scelto per ambientare diverse scene del film.

Diverse sequenze di Episodio IX verranno ambientate a Wadi Rum in Giordania

Il panel è poi proseguito con la presentazione dei principali attori protagonisti di Episodio IX: John Boyega (Finn), Daisy Ridley (Rey), Oscar Isaac (Poe Dameron), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), K. Marie Tran (Rose), Anthony Daniels (C-3PO), Naomi Ackie (Jannah) e
Joonas Suotamo (Chewbecca). Tra i protagonisti non era presente alla presentazione Adam Driver che interpreta Kylo Ren.

Carrie Fisher, l’eredità di Leila

Il regista ha parlato brevemente dell’eredità lasciata dall’attrice Carrie Fisher. La principessa Leila apparirà in Episodio IX grazie al montaggio di vecchie riprese de Il Risveglio della Forza, che verranno utilizzate nel film. Non ci è dato sapere in quante sequenze la principessa Leila sarà presente , potrebbe trattarsi di alcune parti di contorno, utili ad omaggiare il personaggio e l’attrice scomparsa.

L’ultimo capitolo della trilogia non sarà ambientato subito dopo la fine de Gli Ultimi Jedi, ma inizierà dopo qualche tempo ( circa un anno secondo il regista) Il film ci introdurrà anche a nuovi curiosi personaggi alieni e a nuovi robot, come il mini droide D-0 che sarà una nuova controparte per BB-8.

Su questo aspetto J. J. Abrams ha sottolineato lo splendido lavoro fatto dai reparti di practical effects, scultori, ingegneri, artisti, make up artists e molte altre figure professionali analoghe che hanno il compito di costruire e dare vita ad ambientazioni e personaggi di Star Wars.

Il nuovo mini-droide D-0 presentato alla Star Wars Celebration

The Rise of Skywalker

Il momento più atteso è arrivato alla fine del panel quando è stato svelato il primo teaser trailer e il titolo del film che sarà The Rise of Skywalker. La scelta del titolo mi ha lasciato perplesso, durante i mesi scorsi si erano sviluppate molte teorie su questo aspetto, tra le tante The Knights of Ren sembrava essere una delle ipotesi più interessanti e gettonate. Tuttavia la scelta fatta da J.J Abrams ribadisce per forza di cose l’eredità degli Skywalker e l’importanza del filo conduttore che ha portato allo sviluppo di questa nuova trilogia. L’anello mancante di questa storia di famiglia rimane comunque Kylo Ren, che dovrebbe in questo ultimo capitolo della saga, completare il suo arco narrativo.

Il ritorno di un personaggio eccellente

L’ultima parte del teaser suggerisce il ritorno di un personaggio eccellente. A sorpresa, dopo la proiezione del teaser, è apparso sul palco della Star Wars Celebration Ian McDiarmid l’attore interprete dell’ Imperatore Palpatine. La risata alla fine del trailer e la sua comparsa fanno presagire che il “nuovo” cattivo che sostituirà Snoke possa essere lui.

Recensione di Federico Frusciante Star Wars: Gli Ultimi Jedi

 

Il critico Federico Frusciante, parla brevemente di Star Wars Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi uscito nelle sale circa un anno fa.
Seconda pellicola della nuova Trilogia inaugurata con Il Risveglio della Forza (2015) di J.J. Abrams.

Gli Ultimi Jedi è un film che ha diviso critica e pubblico ma che ha dalla sua una solida scrittura e una messa in scena splendida.
Rian Johnson sfrutta intelligentemente la mitologia di Star Wars mantenendo però il suo stile.
Il film ci mostra una storia che è un’apologia del fallimento e rompe la continuità propria dei Guerre Stellari che avevamo visto fino ad oggi.