Star Wars è fantasy o fantascienza?

L’unicità dell’universo di Lucas

Star Wars è fantasy o fantascienza? In realtà tutte e due, e molto altro ancora, costituisce un immaginario per molti versi unico, che porta la firma del suo autore.

Nella saga di Lucas troviamo forti contaminazioni con altri generi, come il western, il war-movie, avventura, film in costume ma anche, in trasparenza, tracce di comics e cartoon. Tuttavia non siamo di fronte a un semplice citazionismo, come potrebbe sembrare ad una prima osservazione. Lo spazio di Lucas è infatti plasmato a partire da questo mosaico di eterogenee influenze. Elementi del genere western, per esempio, non fanno parte solo del personaggio Han Solo e del suo essere l’avventuriero mercenario; ma costituiscono anche il cosmo, che diventa la nuova terra di frontiera, lo spazio minaccioso e sconosciuto da superare e da abitare.

Una tendenza che conferma, in generale, il connubio del western con la Science Fiction, due proiezioni dello stesso mito della Frontiera e dell’avventura intesa come scoperta e esplorazione di spazi sconosciuti.

Altre influenze importanti sono il fumetto, come si ritrova in particolare nella sequenza della taverna di Mos Eisley e nel particolare stile di montaggio di Lucas.

La fiaba, altro universo famigliare all’autore, rappresenta un importante chiave di lettura della storia

“… la perenne fiaba dell’agonia e della rinascita, dell’oppressione e della liberazione, rinarrata con tutta la sapienza metaletteraria del dopo…*

unito a uno spiccato interesse per l’antropologia, in particolare legato al rapporto uomo- macchina, un ambito di indagine presente già in L’uomo che fuggi dal futuro.

A questa componente fiabesca si aggiunge il fascino della mitologia, Lucas narra infatti la storia di un guerriero, Luke, inserito in un mondo dai caratteri esotici. Risulta chiara l’influenza del mito di Ulisse, i Cavalieri della Tavola Rotonda, l’Isola del Tesoro ecc. Un universo legato alla tecnologia, non più inserita in uno scenario di verosimiglianza che viene sostituito da iniezioni di avventura, romanticismo, epica. Facile quindi trovare presenze tra loro molto distanti in un unico contesto. Proprio come Luke, Han Solo, Chewbacca, Obi Wan Kenobi e la principessa Leila vengono da origini all’apparenza inconciliabili e si ritrovano tutti insieme a combattere contro l’Impero Galattico.

A questa commistione si aggiunge una delle componenti fondamentali di Guerre Stellari: il carattere ludico e divertente.

Un altro elemento strutturale per il senso della saga è la presenza della religione e della fede, rivista nell’ottica della Forza che ha il ruolo di elemento di unione tra gli uomini, bilanciando il Bene e il Male. Questa moderna visione del concetto di fede è uno degli elementi portanti dell’intera opera. In tutti gli episodi possiamo vedere come, ad di là di vicende umane, la storia di Guerre Stellari sia legata a un continuo bilanciarsi della Forza che si manifesta nel conflitto tra i Ribelli e l’Impero.

Alla contaminazione di generi e teorie si lega anche il panorama di esseri umani, robot androidi, mutanti, mostri che popolano i pianeti della galassia di Lucas. Un mondo favolistico, dominato da figure bizzarre come animali parlanti o alieni strani; un esempio è il wookie Chewbacca

“…irsuto antropoide un po’ scimmia e un po’ leone, un po’ orso e un po’ australopiteco…*“.

La saga pullula anche di robot come R2D2 e C-3PO, di cui quest’ultimo riassume in sé caratteri tipici umani, come il continuo interrogarsi. Sono poi presenti diverse ibridazioni uomo-macchina, tra cui la più famosa è Dart Vader. Tuttavia anche il figlio Luke si appresta a diventare un ibrido, dopo il primo duello con il padre ne L’impero colpisce ancora di I.Kershner, perde una mano, prontamente rimpiazzata da un modello bionico.

L’opera di Lucas riconsidera anche il concetto stesso di futuro, inserendosi in una nuova tendenza della produzione filmica che ha come data di inizio la fine degli anni Settanta, l’epoca postmoderna.

Guerre Stellari, ambientato

“Tanto tempo fa in una Galassia lontana, lontana”, attenua la fine del futuro spostandola in un passato mitico…*

imponendoci una sorta di futuro rovesciato. Una tendenza che, secondo lo studioso Frederic Jameson rappresenta un “millenarismo alla rovescia” spostando i risvolti pessimistici sulla fine del futuro, presentati fino alla prima parte degli anni Settanta con pellicole catastrofiche e pessimiste, in un futuro-passato dalla struttura ciclica.

In conclusione l’opera di Lucas, non si colloca in maniera univoca nel panorama di genere, costituisce una forte novità e introduce una spiccata contaminazione, che mette in crisi lo stesso genere per come lo si era inteso fino alla prima metà degli anni Settanta.

Recensione Solo: A Star Wars Story

Un film classico, che mira all’essenziale omaggiando la saga e il cinema

Solo: A Star Wars story è il film spin off sulla gioventù di Han Solo, uno dei personaggi più noti amati della famosa saga creata da George Lucas.

Ero partito prevenuto su questo film viste le molte recensioni negative che avevo letto ed ero quasi tentato di non andarlo a vedere. In realtà ho trovato Solo un film interessante sotto molti aspetti. Il rischio era quello di fare un film brutto, il sospetto era stato rafforzato dalle numerose vicissitudini che erano accadute nei mesi precedenti l’uscita del film prima fra tutti il cambio di regia durante la lavorazione, per finire con le presunte difficoltà dell’attore protagonista Alden Ehrenreich nell’impersonare Han Solo.

In realtà Ron Howard, intervenuto in corso d’opera per completare la regia è riuscito nell’intento di confezionare un film che ho trovato godibile.

Solo a Star Wars story è un film che omaggia la saga ma è anche in grado di trovare linfa vitale nelle numerose citazioni e riferimenti ad altri film classici che non ho potuto fare a meno di notare. Il film è chiaramente inspirato al ganster movie e al genere western, donando un’atmosfera diversa rispetto ai precedenti film della saga pur facendo leva su quella contaminazione di generi che è stata alla base dei primi e più famosi film della saga.

L’incipit con l’inseguimento di “speeder” galattici che sembrano auto sportive,  per le strade del pianeta Corellia è un riferimento al famoso primo film di Lucas, American Graffiti, film interpretato anche dallo stesso Ron Howard.

Arruolato presso l’Impero per sfuggire alla cattura dopo aver forzato un posto di blocco, Han si ritrova a combattere in fanteria in uno scenario apocalittico che ricorda la Grande Guerra di Orizzonti di Gloria. In questa occasione incontra Chewbecca e insieme si uniranno a una banda di criminali per ottenere il denaro che serve ad Han per tornare su Corellia a salvare la sua fidanzata, Kira. Troveranno un valido aiuto in Lando Calrissian, giocatore d’azzardo e proprietario del Millenium Falcon.

La trama è semplice e familiare, c’è sempre il cattivo, il buono, il doppiogiochista, ma il film non annoia grazie al buon equilibrio tra scene d’azione e momenti più rilassanti e non rischia di mettere troppa carne al fuoco come invece era accaduto con gli ultimi film della saga, dove multiple sotto trame e un’infinità di personaggi rischiava di rendere il film a tratti indigesto. In questo senso Solo è un film classico, si seguono bene le varie linee narrative e i momenti umoristici e le battute vengono dosati con accortezza.

Non è  un film privo di difetti, mi sarei aspettato un po’ di più dal personaggio di Lando Calrissian per quanto l’attore sia azzeccato per presenza scenica e movenze. La presenza del droide femminile L3 a tratti non mi ha convinto.  Nel complesso Solo è un film godibile e che consiglio.

Resa dei conti su Crait, l’ispirazione di Ralph McQuarrie

Resa dei conti su Crait è una clip video che racconta l’ispirazione dietro alla realizzazione della sequenza del duello tra Luke Skywalker e Kylo Ren sul pianeta di sale Crait in Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi.

La scena che vede il potente maestro Jedi e suo nipote confrontarsi per l’ultima volta, è forse uno dei momenti più intensi dell’intera saga. Come spiega il regista Rian Johnson, l’epilogo dell’eroe e maestro Jedi Luke Skywalker non doveva essere una sconfitta violenta ma una pacifica vittoria.

L’atmosfera della scena, con i colori dominanti rossi e arancioni dati dal particolare materiale presente al suolo e dal tramonto è ispirata da un dipinto di Ralph McQuarrie, l’illustratore che ebbe un contributo fondamentale come creatore e conceptual artist nel realizzare visivamente la trilogia originale di George Lucas. McQuarrie realizzò il design di molte ambientazioni e il look di personaggi iconici come Darth Vader e C-3PO.

Il dipinto realizzato per L’Impero Colpisce Ancora (1980) mostra una delle sonde mandate dall’Impero Galattico per ricercare eventuali basi ribelli nascoste, che si staglia su uno sfondo rosso di un tramonto sul pianeta di ghiaccio Hoth.

Trailer 2, Solo: A Star Wars Story

In uscita oggi il nuovo trailer del secondo spin off di Guerre Stellari, Solo: A Star Wars story racconta la storia e le avventure di Han Solo e Chewbecca nel periodo precedente alle vicende di Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza(1977). Il film verrà presentato in anteprima mondiale al festival di Cannes(8-19 maggio) e uscirà il 23 maggio in Italia.

Il film è diretto da Ron Howard e interpretato da Alden Ehrenreich (Han Solo), nel cast Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover, Thandie Newton, Phoebe Waller-Bridge, Joonas Suotamo.

Bloopers, Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi

I bloopers dell’ultimo episodio di Guerre Stellari, Episodio VIII presenti nell’home video del film.
Nel video è presente la scena dello schiaffo di Leila a Poe, in un’intervista a Carrie Fisher l’attrice ricorda che dovette dare più di venti schiaffi a Oscar Isaac, l’attore che interpreta Poe Dameron, prima che la scena fosse data come buona.
 

Il regista e i Jedi, il documentario di Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi

Il regista e i Jedi è il documentario su making of di Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi. Seguendo le orme del regista Rian Johnson partendo dalle prime bozze e storyboards per arrivare alla post produzione degli effetti speciali, Il Regista e i Jedi (The Director and the Jedi) ci permette di vedere in prima persona attraverso la narrazione del regista, dei produttori e attori, cosa vuol dire realizzare un film della saga .

Un percorso lungo ricco di imprevisti, la realizzazione ha coinvolto tantissime professionalità diverse, dai produttori ai carpentieri che lavorano sul set, dagli stuntman, ai supervisori, ognuno di questi team deve collaborare in maniera perfetta con gli altri per poter avere il risultato creativo migliore.

Il documentario è impreziosito da molte scene e interviste esclusive riprese durante la produzione di Episodio VIII che ci mostrano Daisy Ridley, Adam Driver e gli altri protagonisti in una prospettiva inedita che fa apprezzare ancora di più il film.
Il documentario è presente come contenuto speciale nelle versioni home video di Episodio VIII.
 

Kylo Ren e Rey: quarta connessione della Forza

Di ritorno dalla caverna nell’isola di Ahch-To, Rey si ferma un attimo a riflettere nella capanna.

Dialogo

 
Nel dialogo Rey si rende conto di non aver trovato risposte riguardo alle sue origini, come sperava dopo essere caduta nella caverna. In questo momento sembra che la protagonista si renda conto di quello che Maz Kanata le aveva già suggerito in Episodio VII, la ricerca del proprio passato sarebbe stata infruttuosa e Rey deve invece accogliere il fatto di non essere definita dal suo passato, bensì dalla donna che diventerà e da ciò che sarà nel futuro.

Kylo Ren con cui comunica in questo breve dialogo, si mostra a lei come Ben Solo, il tono della conversazione è molto diverso rispetto ai precedenti dialoghi tra i due protagonisti, le difese tra i due sono basse e non c’è rabbia o risentimento nella voce di entrambi. È Rey a porgere la mano per prima cercando il contatto con Ben Solo, quando anche lui tocca la mano di lei, i due sperimentano una serie di visioni riguardo al loro passato e futuro. Il momento verrà interrotto dall’entrata di Luke nella capanna.

Q&A con Daisy Ridley

Questions & Answers uscito oggi con la protagonista della nuova trilogia di Guerre Stellari. L’attrice Daisy Ridley, che interpreta Rey, in questa intervista di mezz’ora parla di alcuni retroscena riguardanti l’ultimo film della saga Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi, le sue impressioni, i momenti più belli e quelli più impegnativi che ha dovuto affrontare nell’interpretare Rey in questo lungometraggio diretto da Rian Johnson.

Il percorso emotivo di Rey

Nell’intervista Daisy sottolinea come questo ultimo film sia stato più carico emotivamente rispetto ad Episodio VII e l’attrice si sofferma nel lavoro che ha dovuto fare per entrare emotivamente nel personaggio di Rey.
Un lavoro che l’ha portata in alcuni momenti in cui interagisce con Kylo Ren e con Luke ad essere così immedesimata nella storia della protagonista da aver bisogno di un attimo di raccoglimento per superare il disagio e la forte carica emozionale che la vicenda di Rey porta con sé.

I duelli più impegnativi in Episodio VIII

Allo stesso tempo l’impegno fisico per realizzare le scene di combattimento è stato un altro elemento che ha reso questo nuovo lavoro particolarmente impegnativo per Daisy.

L’attrice ricorda due scene, una è quella del duello con Luke Skywalker nell’isola di Atch-To (Skellig Michael), la scena di svolge all’aperto di notte sotto una fredda pioggia torrenziale, per poter rendere al meglio questo momento drammatico sono serviti diversi ciak e l’attrice ha sottolineato come la lunghezza del duello e la pesantezza dell’arma impugnata l’abbiano portata quasi al limite delle proprie forze.

La seconda scena è l’epico momento del duello nella stanza del trono di Snoke, in questo caso, le riprese che spesso prendono in simultanea entrambi i protagonisti e la complessità della coreografia hanno richiesto un impegno extra per gli attori, che hanno ripetuto la scena per 25 ciak. A peggiorare le cose l’ambiente in cui avviene il duello è reso rovente dal fuoco che circonda i protagonisti.

Il rapporto con Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford

L’attrice parla anche brevemente del rapporto con storici attori come Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford con cui ha recitato in Episodio VII e VIII, protagonisti che hanno saputo essere sempre disponibili e che hanno trasmesso molto della loro esperienza all’attrice. Durante l’intervista Daisy accenna anche ai cambiamenti che ha dovuto affrontare in questo periodo di transizione tra l’uscita in home video di Episodio VIII e l’inizio delle riprese di Episodio IX che partiranno a Luglio 2018.

Andy Serkis è Snoke: il dietro le quinte

Il dietro le quinte sul personaggio di Snoke interpretato da Andy Serkis in Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi. Il lavoro dell’attore nel dare vita al personaggio e l’incredibile contributo della ILM (Industrial Light & Magic ) nella realizzazione degli effetti speciali che danno vita a questo villain della saga. Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi è candidato all’Oscar 2018 per i migliori effetti visivi.

Star Wars e i venditori di ricordi

Un interessante video che riflette sul ruolo del ricordo nell’infanzia legato ad uno dei franchise più popolari nella storia del cinema moderno. I ricordi che abbiamo dei vecchi film prodotti da Lucas, vengono oggi intaccati in base a logiche ben precise che vogliono far rivivere certi momenti e certe emozioni. Tuttavia, tornando pedissequamente sulle stesse suggestioni, il rischio sarà quello di farle svanire…