Contact

Voto: Scheda film

Contact è un viaggio tra scienza e fede, un percorso di scoperta dentro noi stessi

Contact è un film del 1997 diretto da Robert Zemeckis

Contact racconta la storia di Ellie Arroway ( Jodie Foster ), una scienziata specializzata nella ricerca di segnali radio extraterrestri nel cosmo. La sua incrollabile fiducia nella ricerca la porta a sfidare finanziatori scettici e ad ottenere dei fondi per la sua ricerca nella grande installazione di radio telescopi del New Mexico. Una mattina mentre è intenta ad ascoltare i segnali del cosmo, Elly scopre una emissione radio sconosciuta che sembra provenire dall’ammasso stellare di Vega, a 26 anni luce dalla Terra.

Siamo soli nell’universo? Gli extraterrestri esistono? Il film pone alcune delle domande fondamentali che l’umanità si chiede da sempre. La protagonista Ellie crede fermamente nella scienza e questo la metterà in crisi perché in realtà quesiti di questo genere sconfinano nel campo religioso ed etico/filosofico.

Zemeckis realizza un film molto lungo e ricco di momenti e scene affascinanti. Un film che in alcuni momenti vuole riassumere lo slancio dei sognatori romantici, dei pionieri, coloro che guardando un cielo pieno di stelle si chiedono cosa ci sia nel cosmo.

L’equilibrio tra scienza e fede sono due punti focali che Ellie dovrà affrontare nel suo percorso di scoperta proprio perché le domande che si pone trascendono il mondo dell’esperienza empirica ed entrano nel campo della fede e del credo.

Allo stesso tempo Contact si sofferma sulle conseguenze che la scoperta di un’entità extraterrestre potrebbe causare dal punto di vista politico ed ideologico. In questo senso il film è abbastanza realistico nel ritrarre il dibattito politico e le implicazioni di tale scoperta. Cosa succederebbe alla nostra società? Il film ritrae vari tipi di reazione, dal fanatismo, all’approccio più moderato e razionale, ognuno con un suo spazio.

Il film, in ogni caso, è soprattutto un cammino di consapevolezza, un viaggio interno a noi stessi ( vedi anche Ad Astra, recente film che tratta tematiche simili) . Contact lascia lo spettatore con un finale aperto che lo invita ad interrogarsi e a dare una sua interpretazione ai fatti.

Zemeckis dirige il film con grande efficacia, mischiando con sapienza le parti d’azione con quelle più discorsive. Il ritmo del film è ben calibrato. La sceneggiatura a tratti si dilunga troppo in scene a mio parere non fondamentali. Alcune parti potevano essere tagliate accorciando così la durata del film.

Dal punto di vista degli attori merita sicuramente una menzione l’ottima prova di Jodie Foster che nel film riesce a conferire ad Ellie Arroway la forza ma anche l’insicurezza della scienziata che si trova al cospetto di quesiti così importanti ed al tempo stesso misteriosi.

Fotografia, effetti speciali e scenografie sono ottime considerando che il film è stato prodotto più di vent’anni fa. Gli effetti speciali sono concentrati soprattutto nella parte iniziale, in particolare nella suggestiva sequenza dell’Universo che si condensa nell’occhio di una Ellie ancora bambina, e nel finale del film quando vediamo la protagonista intraprendere il viaggio verso Vega. Entrambe queste sequenze mi hanno colpito perché particolarmente suggestive.

In conclusione consiglio sicuramente Contact agli amanti della fantascienza e a quanti apprezzino il cinema di Robert Zemeckis.

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