L’E-motion capture in Alita: Angelo della battaglia

Dalla ripresa dei movimenti alla cattura delle emozioni, per arrivare al cuore dello spettatore

Alita: Angelo della battaglia è rimasto un concept di un film per molti anni, James Cameron acquistò i diritti nei primi anni 2000.

Oggi, nel 2019 Alita è arrivata sul grande schermo, ma l’attesa ha avuto un valore particolare, ha permesso alla tecnologia di evolvere e dare al produttore James Cameron e al regista Robert Rodriguez quelli strumenti che hanno permesso di creare un personaggio digitale, foto-realistico che poteva stare nella stessa inquadratura con attori in carne ed ossa senza sembrare finto e poco credibile.

Motion capture

La motion capture non è una tecnica nuova soprattutto nella produzione cinematografica di genere fantastico o fantascientifico, l’esempio più famoso è forse quello del personaggio di Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli che fu realizzato unendo alla performance dell’attore Andy Serkis l’immagine digitale del personaggio mostruoso del noto universo fantasy.

Il personaggio di Gollum interpretato dall’attore Andy Serkis

Nel 2009 lo stesso James Cameron ha utilizzato questa tecnica per la realizzazione dei Na’vi, i famosi alieni abitanti del pianeta Pandora in Avatar.

Negli ultimi dieci anni la motion capture si è evoluta acquisendo in maniera ancora più completa l’intera performance dell’attore raggiungendo così un’importante evoluzione tanto che in ambito cinematografico si parla di performance capture.

Zoe Saldana e Sam Worthington interpretano rispettivamente Neytiri e Jake in Avatar

E-motion capture

Nel caso di Alita, il produttore Jon Landau l’ha definita E-motion capture, proprio perché è l’emozione quella che si cerca di trasmettere attraverso queste nuove tecniche in bilico tra animazione digitale e live action.

Rosa Salazar che interpreta la protagonista, ha recitato utilizzando una tuta con dei sensori e indossando un casco con due telecamere ad alta definizione che le riprendevano costantemente il volto. In questo modo si è potuto registrare simultaneamente non solo le sue mosse sulla scena e la sua performance ma anche i più piccoli movimenti del viso che veicolano le emozioni che esprime il personaggio.

Rosa Salazar è Alita

La stessa attrice Rosa Salazar si è stupita di quanto di lei sia rimasto impresso nel personaggio, l’e-motion capture ha catturato l’essenza della sua performance e ha permesso di creare un mix unico tra lei e la sua controparte digitale.

Un altro vantaggio di questa tecnica che potenzia il coinvolgimento e la performance dell’attore è il fatto di poter ambientare le sequenze su set reali, così da poter avere un risultato migliore e sfruttare al contempo le possibilità della CGI per creare le ambientazioni fantascientifiche del film.

Di seguito il video del backstage del film, che illustra il making of di Alita: Angelo della battaglia e illustra il processo creativo e tecnico che ha dato vita alla protagonista.

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