Recensione Avatar

Voto: Scheda film

Un kolossal d’autore visivamente affascinante

Avatar è un film del 2009 scritto e diretto da James Cameron.

Anno 2154. Pandora è un pianeta coperto di foreste pluviali abitato da una popolazione di indigeni extraterrestri chiamati Na’vi. Questo territorio ha attirato l’interesse di un’importante compagnia terrestre chiamata RDA per la presenza in grande quantità di un minerale particolarmente prezioso, l’Unobtainium.

Jake Sully un marines disabile viene incaricato di recarsi su questo misterioso pianeta per studiare la popolazione locale e facilitare l’estrazione del prezioso minerale.

Avatar è più un’epopea fantastica che un vero e proprio film di fantascienza. James Cameron realizza uno dei film più costosi mai prodotti, si stima che la realizzazione e il budget speso per la pubblicità sfiorassero i 500 milioni di dollari ( 238 milioni di dollari solo per la produzione). Una cifra astronomica ancora oggi.

Ricordo che Avatar rimase nelle sale italiane un tempo veramente lungo rispetto ad altre pellicole, mesi dopo la sua uscita andai a vederlo con un mio amico. La sala era quasi piena segno che preannunciava un grande successo, tanto che il film batté il record di lungometraggio con il maggiore incasso in assoluto ( 2,7 miliardi di dollari). Un primato che è stato recentemente raggiunto dalla pellicola Avengers: Endgame.

Al di là dei record il film ha il merito di essere particolarmente curato dal punto di vista tecnico ( fotografia, effetti speciali, scenografia sono stati premiato agli premi Oscar 2010).

Un risultato atteso considerato il naturale talento di James Cameron per il comparto tecnico e gli effetti. Avatar è un film che ha ridato vitalità al 3D, una tecnologia che già all’epoca era in fase calante. Una terza dimensione che esalta gli ambienti del pianeta Pandora, rendendo ancora più affascinante la foresta, le mille creature che la abitano. Le scene in notturna esaltate dalla bioluminescenza della vegetazione sono i momenti che più mi avevano colpito durante la visione del film al cinema.

Pandora è un mondo dall aspetto incantevole che nasconde tuttavia misteri e pericoli ad ogni angolo.

Una scena del film

Avatar ha anche spinto avanti la tecnologia della performance capture una tecnica che attraverso l’utilizzo di speciali videocamere permette di catturare i movimenti e le espressioni degli attori nella loro totalità, mettendoli poi all’interno di un personaggio creato interamente in computer grafica. Il risultato è vedere le vere performance di Sam Worthington (Jake) e Zoe Saldana (Neytiri) e degli altri protagonisti attraverso i volti digitali dei loro personaggi.

Il film può contare anche su una splendida fotografia con colori molto brillanti che caratterizzano il mondo di Pandora, contrapposto ai toni scuri delle strutture industriali e degli ambienti militari terrestri.

La storia di Avatar può sembrare già sentita e questo aspetto è stato forse il più criticato del film. Lo scontro tra i terrestri inquinatori e colonialisti e la tribù di indifesi indigeni ricorda molto Pocahontas e altri classici del genere avventura e western.

James Cameron effettivamente indugia nei cliché in più di qualche occasione. I militari ottusi si dimostrano degli antagonisti inevitabilmente poco approfonditi e stereotipati ( simili a quelli di Aliens ). I messaggi e la morale del film sono convenzionali e già sentiti.

Da questo punto di vista forse poteva essere fatto un lavoro migliore ma tutto sommato il film si segue con piacere e non ci si annoia. I personaggi principali come Jake e Neytiri sono sviluppati a sufficienza e non ho notato grosse lacune nello svolgersi della trama.

In conclusione consiglio Avatar a quanti siano interessati al cinema di James Cameron e a chi stia cercando un film di fantascienza non troppo impegnativo e godibile.

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