Recensione First Man – Il Primo Uomo

Voto:

La storia del primo uomo che camminò sulla Luna

First Man – Il Primo Uomo è un film del 2018 diretto da Damien Chezelle. Il film racconta la storia di Neil Armstrong, astronauta Nasa e primo uomo a camminare sulla Luna.

Un film che è diviso in due parti, da una lato il regista esplora le dinamiche famigliari e la vita domestica di Neil Armstrong (Ryan Gosling), dall’altra vediamo il protagonista impegnato negli addestramenti e nelle missioni spaziali che hanno preceduto lo sbarco sulla Luna.

Chezelle decide di narrare questa storia utilizzando spesso camera a mano e usando molte inquadrature in soggettiva, il punto di vista è spesso quello dell’astronauta.

Tutto il film è un crescendo di tensione, scopriamo alcuni aspetti drammatici legati alla famiglia di Neil e le motivazioni che lo spingono a dedicarsi completamente al programma Apollo. Il rapporto con la moglie Janet interpretata dalla brava Claire Foy è reso bene soprattutto nei momenti drammatici.

La conquista della Luna è stato un processo lento, costellato di tragedie e di astronauti scomparsi, spesso la Nasa si è trovata in situazioni di incertezza e indecisione, incalzata nel frattempo dai successi dei sovietici, e  ha dovuto superare parecchie sfide prima di poter raggiungere l’obbiettivo.

Il film ha il pregio di ritrarre in maniera realistica questi scenari, allontanandosi dalla retorica stereotipata ed eccessivamente ottimista tipica di altri film statunitensi legati a questo tema.

Dal punto di vista fotografico e registico il film è di alto livello, Chezelle gioca con le forme e le luci creando inquadrature di grande effetto visivo, simili in alcuni momenti alle suggestioni di 2001: Odissea nello Spazio e Interstellar. Il ritmo della pellicola è sempre alto per tutte le 2 ore di pellicola, merito di un montaggio serrato.

D’altra parte First Man è un film che lascia aperti quesiti e dubbi sulla figura di Neil Armstrong, su di lui non si ha un quadro completo. Capiamo solo alcune sue motivazioni ma resta la sensazione di non aver compreso del tutto il personaggio.

Forse è proprio la volontà del regista Chezelle di lasciare un’ ombra nel ritratto di un uomo che era riservato e schivo, sicuramente non avvezzo alla popolarità che ha ottenuto dopo la grande impresa di cui fu protagonista.

Scheda del film(in inglese)

 

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