Recensione Terminator: Destino Oscuro

Voto: Scheda film

Destino Oscuro è quasi un remake di Terminator 2 e propone una storia con troppi déjà vu

Terminator: Destino Oscuro è un film diretto da Tim Miller del 2019.

Dopo il fallimento della missione del Terminator T-1000 di uccidere John Connor e la distruzione nel passato di ciò che sarebbe diventato Skynet, 27 anni dopo un nuovo modello di Terminator chiamato Rev-9 viene inviato ai giorni nostri a Città del Messico per uccidere Daniella Ramos. Daniella è una giovane donna che ancora non sa di avere un ruolo chiave nel destino della lotta dell’umanità contro le macchine. In suo aiuto accorreranno due eroine, la famosa Sarah Connor e Grace, una soldatessa potenziata proveniente dal futuro

Terminator: Destino Oscuro è il seguito immaginato e voluto da James Cameron di Terminator 2: Il giorno del giudizio. Nell’idea del creatore di questo immaginario fantascientifico, Destino Oscuro non tiene conto dei sequel che sono stati finora prodotti dal 1992 ad oggi, Terminator 3 – Le macchine ribelli (2003), Terminator Salvation (2009), Terminator: Genysis (2015).

La storia riprende dalle vicende che avevamo già visto nell’ultimo Terminator diretto da James Cameron e in questo contesto ritornano anche personaggi che avevamo lasciato nel passato, come Sarah Connor ( Linda Hamilton ) e il T-800 ( Arnold Schwarzenegger ), quest’ultimo che aveva preso parte anche ai sequel Terminator 3 e Genysis.

In realtà per molti aspetti la storia raccontata in Terminator: Destino Oscuro è simile a quello che avevamo già visto in Terminator 2. Tim Miller realizza un film che si basa molto sul suo diretto predecessore. L’effetto è un po’ già visto e questo era uno dei pericoli a cui il film poteva andare incontro. Rivisitare a più di 27 anni di distanza personaggi e intrecci già trattati in passato potrebbe far sembrare questo Destino Oscuro una mera operazione commerciale per battere cassa su un franchise ormai concluso.

Alla fine questo film aggiunge qualcosa all’immaginario di Terminator, ma lo fa in maniera troppo poco convincente. L’idea e l’atmosfera del primo film diretto da Cameron nel 1984 si percepisce solo a tratti. Il regista Tim Miller, più a suo agio nei cinecomic ( Deadpool ) e qui vincolato dalla visione di Cameron, realizza un film molto movimentato e diverso per molti versi rispetto a Terminator 2.

Certo i tempi sono passati e anche questo franchise deve evolversi, ma le scene d’azione e i mirabolanti effetti speciali alla lunga possono stancare. Destino Oscuro è un film ad alto ritmo con molte concitate sequenze action che possono annoiare in fretta perché troppo movimentate e dinamiche, al limite della confusione. Per altro i momenti più ironici e le parti discorsive sono girate bene segno che Tim Miller è comunque un regista adatto per questo film. Il risultato da questo punti di vista è, a mio parere, altalenante.

Grace ( Mckenzie Davis ) e Daniella Ramos ( Natalia Reyes )

Per poter essere efficace Destino Oscuro doveva, secondo me, proporre una storia inedita, osare con un intreccio di situazioni nuove, far leva su due protagonisti storici del franchise, Sarah Connor e il vecchio T-800, per arricchire quello che abbiamo già visto nei precedenti film e acquisire così un suo carattere originale.

Purtroppo nel film il personaggio di Sarah Connor non viene ulteriormente approfondito e si limita a fare la parte che conosciamo. Va meglio per il T-800 interpretato da Schwarzenegger che in questo caso compie un percorso narrativo più interessante ma è spiegato poco e viene trattato frettolosamente. Lo spettatore rimane quindi interdetto e a fine film molte domande sul suo personaggio non trovano risposta.

Anche dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, al di là di alcune intuizioni, Destino Oscuro non fa vedere niente di nuovo negli scenari e nei Terminator del futuro. Sembra quasi di essere fermi agli anni ’90 e questo non può che far rimanere delusi. Soprattutto se il produttore è James Cameron, un autore che è un’autorità nel genere fantascientifico e ama utilizzare nuove tecnologie, in ambito generale e cinematografico.

Il film risulta più interessante nel mostrare l’interazione tra le donne eroine protagoniste, Sarah Connor, Daniella Ramos e Grace. Tre persone di generazioni diverse, con esperienze e vissuti completamente differenti. Anche in questo caso l’approfondimento è solo sufficiente e mi ha lasciato la voglia di vedere molto di più, soprattutto di vedere dei reali confronti tra di loro, al di la delle scene action obbligatorie.

Il Rev – 9, l’antagonista di questo film, interpretato dall’attore Gabriel Luna è solo sufficiente. Combina le capacità del T-800 e del T-1000 e rappresenta quindi una minaccia veramente temibile. Tuttavia la sua presenza è incolore e risulta troppo simile, anche come sembianze, al T-1000 di Terminator 2.

In conclusione, mi sento di consigliare Terminator: Destino Oscuro solo agli amanti del franchise. Come film di fantascienza in se non mi ha entusiasmato.

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