Alien: Covenant

Il seguito di Prometheus, secondo film dedicato alle origini di Alien

Alien: Covenant è un film del 2017 diretto da Ridley Scott.

Anno 2104. La nave spaziale Covenant è in viaggio verso il pianeta Origae-6. Scopo della missione è trovare un nuovo mondo per 2000 coloni tenuti in criostasi.

Durante il viaggio l’astronave viene danneggiata da una tempesta di neutrini, il comandante e alcuni coloni rimangono uccisi. L’equipaggio rimanente, si mette all’opera per riparare l’astronave. Durante le attività di aggiustamento della nave uno degli astronauti in attività extra-veicolare capta un misterioso messaggio proveniente da un pianeta vicino…

Alien: Covenant è il seguito di Prometheus e fa parte del ciclo di film che raccontano le origini di Alien.


Mi aspettavo che Covenant fosse fortemente collegato al precedente film essendo un sequel, in realtà la storia ci presenta nuovi protagonisti e una nuova missione slegata dalle vicende di Prometheus. Questo potrebbe lasciare spiazzati più di qualche spettatore e a mio parere è uno dei difetti del film. Dove sono finiti l’androide David e la dottoressa Elizabeth Saw che avevamo lasciato alla fine di Prometheus? Covenant risponde a questa domanda in maniera sbrigativa e non molto efficace ai fini della storia.

Non sarebbe un problema se Covenant avesse introdotto una nuova storia e nuovi personaggi forti, non mi ritengo un fan dei sequel a tutti i costi e si può fare un buon seguito anche non seguendo le direttrici già tracciate dalla storia precedente ( vedi per esempio Aliens ). Covenant tuttavia non è in grado di proporre una storia interessante.

Il film ha in ogni caso alcuni aspetti positivi. Si apprezzano le buone scenografie, la fotografia e gli effetti speciali molto curati. La regia è in generale buona anche se da Ridley Scott ci si aspetterebbe qualcosa di più. Le sequenze all’interno dell’astronave Covenant non sono girate molto bene. I protagonisti  membri dell’equipaggio non vengono valorizzati minimamente e confesso che verso la fine del film mi ero totalmente dimenticato di alcuni di loro.

I difetti di Covenant sono evidenti. Poco sopra ho accennato alla storia non molto interessante, nel film non succede praticamente niente di nuovo rispetto a quello che già sapevamo da Prometheus. Sembra quasi che Scott abbia voluto realizzare un film per i fan, non curandosi più di tanto di inserire spunti e idee originali. Molte sequenze e sviluppi di trama cadono nel già visto.

I protagonisti non sono memorabili, si salva forse solo Michael Fassbender che in questo film ha il duplice ruolo dell’ androide David e Walter. L’attore se la cava bene e dopo Prometheus è l’unico personaggio un minimo interessante in questa nuova saga. Tutti gli altri protagonisti hanno ruoli anonimi e del tutto dimenticabili, la causa è da attribuirsi anche alla sceneggiatura debole che non aiuta a rendere i personaggi incisivi.

La figura dello Xenomorfo non viene ulteriormente approfondita. In Prometheus avevamo compreso che in realtà l’alien era un’arma di distruzione di massa prodotta dagli Ingegnieri per sterminare gli umani, non si sapeva perché l’aveano prodotto e per quale motivo odiassero l’umanità. Questa scoperta aveva gettato una nuova luce su queste creature misteriose e poteva essere una traccia da approfondire ulteriormente in questo film.

In Covenant non ci viene spiegato nient’altro e gli alieni tornano ad essere solo un pretesto per scene splatter sempre più disgustose.

Alla fine non mi è rimasto molto di questo film, a parte alcune belle inquadrature dove Scott vuole esplicitamente citare 2001: Odissea nello spazio. Scene in ogni caso fini a se stesse che non lasciano molto allo spettatore.

Alla fine non mi sento di consigliare Alien: Covenant a tutti, lo suggerirei solo ai fan della saga di Alien.

 

Prometheus

Il primo film sulle origini di Alien

Prometheus è un film del 2012 diretto da Ridley Scott

2089, Scozia, isola di Kyle. In una grotta vengono trovate misteriose incisioni rupestri. I murale indicano una possibile costellazione dove vivrebbe una misteriosa razza aliena responsabile della creazione dell’uomo. Nel 2093 una missione di ricerca a bordo della nave spaziale Prometheus viene inviata in una delle luna della costellazione, la LV-233 per cercare di entrare in contatto con questi misteriosi esseri.

Prometheus è il primo di una serie di film che vogliono raccontare le origini di Alien, il classico di fantascienza/horror diretto da Ridley Scott nel 1979. Attualmente i film precedenti alle vicende di Alien sono due, Prometheus e Alien: Covenant, uscito in sala nel 2017.

Prometheus uscì nel 2012 e ricordo che andai a vederlo al cinema all’epoca. Il film non ha incontrato il favore della critica ed è stato bocciato da molti recensori. Personalmente non penso che Prometheus sia un capolavoro e non lo metterei al pari di Alien. Ritengo che sia un buon film di fantascienza con alcune efficaci intuizioni, in generale la storia e lo svolgimento sono nella media di altri film dello stesso genere.

Secondo me molte critiche sono nate da aspettative mal riposte. Prometheus è un film diverso da quello che abbiamo visto nella saga di Alien, atmosfere e vicende non sono quelle dello storico film di Scott. La pellicola ci introduce in scenari affascinanti, proprio come un film di esplorazione spaziale dovrebbe fare. La storia porta i protagonisti a confrontarsi con vari quesiti filosofici universali:

Da dove veniamo? Siamo soli nell’universo? Esiste Dio? Quale sarà in futuro il ruolo dell’Intelligenza Artificiale? Prometheus è denso di interrogativi e stimola la riflessione.

La tensione che si respira in tutta la prima parte della pellicola è molto efficace. Quando i protagonisti si recano all’interno di misteriose costruzioni aliene e cominciano a scoprire chi siano questi esseri chiamati Ingegneri, sentiamo con loro lo stupore e la preoccupazione per i possibili pericoli che possono incontrare dietro l’angolo ma anche l’eccitazione per il fatto di trovarsi in un territorio inesplorato.

Le scenografie sono ben curate, gli scenari della luna LV-233, le riprese nello spazio e nell’astronave Prometheus sono fantastiche. Gli effetti speciali e sonori sono realizzati con grande cura, tutte le scene spaziali e i momenti di azione sono molto spettacolari e ottimamente girati.

Il film può anche contare su attori di un certo livello e su performance buone. Tra i protagonisti spicca Noomi Rapace che interpreta la dottoressa Elizabeth Shaw. Michael Fassbender che impersona benissimo l’androide David. Charlise Theron che è la glaciale e determinata responsabile della missione Meredith Vickers, Idris Elba il capitano del Prometheus e Guy Pearce nella parte del vecchio e avido inventore Peter Weyland.

In conclusione considero Prometheus come un buon film di fantascienza e mi sento di consigliarlo soprattutto agli amanti della saga di Alien.

Recensione Il sopravvissuto – The Martian

Ridley Scott realizza un film visivamente convincente che fallisce nel trasmettere il vero dramma del protagonista

Il sopravvissuto – The Martian è un film del 2015 diretto da Ridley Scott.

Mark Watney (Matt Damon) astronauta della Nasa in missione su Marte viene abbandonato dai compagni sul pianeta dopo un incidente accaduto durante un’attività sul suolo marziano. Solo e senza viveri sufficienti dovrà trovare il modo di sopravvivere sul pianeta rosso fino all’arrivo dei soccorsi.

L’imponente battage pubblicitario che dipingeva the Martian come uno dei film più interessanti nel genere sci-fi e il fatto che alla regia ci fosse Ridley Scott ( Alien, Blade runner) facevano ben sperare per questa pellicola.

The Martian ha il pregio di essere un film ben girato e realizzato con notevole cura per quanto riguarda gli effetti speciali, la fotografia e le ambientazioni del pianeta rosso. Gli scorci di Marte sono splendidi e Scott è bravo nel valorizzare cinematograficamente questi paesaggi.

Il vero problema di questo film è la storia e la caratterizzazione dei personaggi che a mio parere è completamente sbagliata per un film drammatico. Matt Damon è un bravo attore ma nulla può contro una sceneggiatura che in certi punti non trasmette emozione e sembra scritta per una commedia. Ad eccezione del protagonista tutti gli altri personaggi sono appena abbozzati, l’attore Jeff Daniels che interpreta Teddy Sanders fa quasi ridere come direttore della Nasa, per non parlare del personaggio stereotipato Rich Purnell (Donald Glover), classico genio incompreso che dorme in un ufficio caotico ma è l’unico in grado di risolvere un difficilissimo problema legato alla rotta dell’astronave.

Gli astronauti della missione marziana sono a loro volta delle macchiette, dicono e prendono decisioni incredibili, tra cui quella di non tornare sulla Terra ma andare a salvare il protagonista Watney aggiungendo 500 giorni nello spazio, senza il minimo trasporto emotivo e senza nessun ripensamento o dubbio, facendo diventare il film quasi farsesco.

Il tutto è condito dal classico patriottismo americano e dall’autocompiacimento con strette di mano e applausi continui. Le musiche allo stesso modo, falliscono nel supportare la drammaticità dei momenti, in più occasioni come sottofondo abbiamo musica dance anni ’70, sicuramente divertente, ma che azzera ogni immedesimazione possibile con personaggi e vicende.

In conclusione, a mio parere the Martian è un film adatto a un pubblico che cerca un intrattenimento leggero, non realistico e non si aspetta alcun approfondimento su tematiche del genere sci-fi.

Scheda del film (in inglese)